6. URBANISTICA E TERRITORIO

  • Indire concorsi pubblici di progettazione e promuovere programmi partecipati per TUTTI, comprese le aree dismesse
  • Contrastare l’inurbamento forzato promuovendo il ritorno alla vita in campagna, nei pasi limitrofi, nelle piccole comunità rurali.
  • Abbassare il costo immobiliare e aumentare la qualità dell’accesso alla prima casa
  • Rovesciamento delle priorità urbanistiche: prima i servizi ai cittadini e la qualità della vita, non le esigenze dei costruttori e degli investitori immobiliari;
  • Stop al consumo del territorio e a ulteriori cementificazioni, bloccando la costruzione di nuovi quartieri e favorendo invece il recupero e il restauro del patrimonio edilizio esistente e comunque costruendo sulle aree da riqualificare e non su aree verdi, agricole o poco densamente abitate;
  • Stop alla costruzione di nuovi centri commerciali e di quelli la cui realizzazione sia già prevista;
  • Adozione di pratiche di urbanistica dal basso con la partecipazione dei cittadini, chiedendo innanzi tutto a loro quali sono le priorità e le esigenze urbanistiche del proprio quartiere e della città, e poi vincolando a tali priorità le richieste degli attori privati che attualmente dettano le scelte urbanistiche (costruttori, aziende, banche, assicurazioni);
  • Adozione di nuovi indici urbanistici basati sul bilancio delle emissioni di CO2 (descritti nel seguito di questa sezione) in aggiunta a quelli esistenti (indice edificatorio o “cubatura”), per assicurare la sostenibilità energetica ed ambientale di ogni piano urbanistico;
  • Introduzione obbligatoria del concetto di autosufficienza energetica sulle nuove costruzioni costruite con materiali naturali ad elevato grado di efficienza energetica;
  • Piano di diagnosi energetica di tutti gli edifici esistenti, con conseguenti progetti di miglioramento dell’efficienza energetica;
  • Valutazione obbligatoria del grado di recupero delle acque piovane di ogni nuova costruzione, con vincoli per limitare o eliminare del tutto l’impermeabilizzazione dei suoli che causa l’ingrossamento dei fiumi e fa aumentare il pericolo di piene;
  • Aumento della qualità delle aree verdi create durante le riconversioni urbanistiche, tramite indici legati alla capacità di produrre ossigeno e alle possibilità d’uso da parte dei cittadini;
  • Aumento delle aree pedonali anche nelle periferie, creare una rete di viabilità pedonale e ciclabile in tutta la città assicurando ad ogni cittadino almeno 5 mq di area pedonale nell’ambito urbano; l’obiettivo è di fornire un centro pedonale a ogni quartiere, in cui attirare la vita sociale della zona;
  • Monitoraggio delle relazioni sociali cittadine come guida per i piani urbanistici: le azioni quotidiane dei cittadini determinano una rete di relazioni tra la viabilità, la necessità di servizi e la progettazione degli stessi;
  • Nuovo piano energetico e revisione delle nuove realizzazioni previste dal regolamento edilizio comunale per rendere applicabili tutte le misure sopra descritte;
  • Analisi e rivalutazione di tutte le varianti urbanistiche degli ultimi anni analizzandone la sostenibilità ambientale senza forzature e contrastando le speculazioni edilizie;
  • Recupero degli edifici pubblici e privati lasciati in stato di abbandono (esempio cinema Marraccini), destinandoli a funzioni sociali fino a che il proprietario non ne proponga e garantisca un uso adeguato;
  • Incentivazione all’utilizzo di materiale riciclato certificato per i lavori di ristrutturazione di edifici;
  • Espansione del verde urbano, prediligendo la piantumazione di alberi, arbusti e piante autoctone.
  • Eliminazione totale delle barriere architettoniche
  • Affidamento dei parchi pubblici a scuole oppure a soggetti privati in cambio di piccoli spazi commerciali eco-compatibili, proporzionati alle dimensioni dell’area,) all’interno del parco stesso.
  • In previsione di nuove costruzioni residenziali e artigianali, rendere obbligatoria la progettazione di vani di diversa metratura in funzione dei componenti della famiglia e dell’estensione dell’attività artigiana.
  • Attraverso la creazione del “parco fluviale dell’Ombrone” rendere gli argini del fiume luoghi accoglienti, frequentati e vitali, evitando così la proliferazione del fenomeno delle baraccopoli che mette in primo luogo a rischio la vita di chi ci abita
  • Installazione di bagni pubblici e fontane.
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