Gli europarlamentari del M5S stanno vagliando tutte le possibilità di formazione di un gruppo all’interno del parlamento europeo e lo stanno facendo velocemente, visto che i gruppi dovranno essere già costituiti al momento della prima seduta plenaria del parlamento che si terrà il 1 Luglio. La decisione del gruppo al quale aderire, come l’ipotesi di andare nei non iscritti, verrà messa a votazione sul portale nazionale del M5S e ratificata dagli iscritti al portale.
Il parlamento europeo, specie per quel che riguarda la formazione dei gruppi politici, attraverso le alleanze di differenti partiti di differenti paesi, funziona in modo piuttosto diverso dal parlamento italiano: nell’emiciclo europeo non si deve dare la fiducia a nessun governo, non c’è maggioranza e opposizione, come in Italia. Far parte di un gruppo porta enormi vantaggi per quel che riguarda l’operatività legislativa, mentre far parte dei non iscritti ad alcun gruppo equivale quasi a sterilizzare politicamente gli europarlamentari. Entro il mese di Giugno verranno assegnate le presidenze e le vicepresidenze delle 20 commissioni europee. I gruppi con più eurodeputati sono i favoriti.
Fino ad ora sono state vagliate quattro possibilità:
1) andare a far parte dei non iscritti ad alcun gruppo;
2) creare un nuovo gruppo costituito da piccoli partiti per arrivare alla soglia minima di 25 membri necessari;
3) entrare nel gruppo dei Verdi Europei;
4) entrare nel gruppo EFD (o ELD, Europa della Liberta e della Democrazia) con il partito anglosassone UKIP di cui Nigel Farage è il leader.
1) “ALTRI”, NON ISCRITTI AD ALCUN GRUPPO
L’ipotesi peggiore che cadrebbe come una mannaia sui nostri europarlamentari, congelando qualsiasi opportunità di concretizzare il programma del M5S (oltre ai 6 milioni di voti ricevuti). I membri non iscritti ad alcun gruppo vantano pochissimi diritti: non possono proporre per presidenti, vicepresidenti e questori del parlamento europeo, possono partecipare alle commissioni solo in veste di auditori, hanno un minutaggio molto ridotto per interventi in assemblea plenaria e hanno a disposizione molte meno risorse ed uffici, non possono neppure presentare emendamenti al progetto di bilancio dell’Unione Europea.
2) NUOVO GRUPPO DI 25 MEMBRI COI PICCOLI PARTITI
E’ questa l’ipotesi di creare un nuovo gruppo in cui il M5S finga da partito maggiore e polo aggregante di piccoli partiti per arrivare ai 25 membri necessari, un’ipotesi difficile da realizzare e soprattutto da mantenere. Ci sono gli spagnoli di Podemos (Indignados) con 5 membri, i greci di To Potami con 2 e i portoghesi del Partito da Terra (Partito della Terra) con 2 ed altri minori. Sembra che Podemos sia orientato a Tsipras, To Potami all’S&D (socialisti) e il Partito della Terra all’ADLE (liberali). Resterebbe da raggiungere la quota minima di 25 membri e 7 paesi attraverso un gruppo molto eterogeneo con gli immaginabili problemi di gestione: un singolo europarlamentare di un micro-partito di chissà quale Paese UE potrebbe fare da ago della bilancia minacciando di uscire dal gruppo e farlo sciogliere.
3) GRUPPO COI VERDI EUROPEI
Il gruppo G/EFA (o ALE, Verdi/Alleanza Libera Europea) è nato nel 1999 dalla fusione di due gruppi: il Gruppo Verde al Parlamento Europeo, attivo dal 1989, e il Gruppo dell’Alleanza Radicale Europea, attivo dal 1994. Il gruppo raccoglie deputati da due distinti partiti politici europei: il Partito Verde Europeo (ex Federazione Europea dei Partiti Verdi), di matrice ambientalista ed ecologista, e l’Alleanza Libera Europea, che riunisce i movimenti autonomisti, indipendentisti e regionalisti di centro-sinistra delle nazioni europee senza Stato.
Gruppo apparentemente poco omogeneo, è trainato al suo interno da I Verdi tedeschi, che non hanno alcuna intenzione di cambiare l’Europa (si oppongono agli Eurobond, alla revisione del Trattato di Maastricht e alla revisione del MES), e che sono vicini ad Angela Merkel (appoggiano Juncker, candidato del PPE e della Merkel, alla presidenza della Commissione Europea). Sempre I Verdi tedeschi non si sono opposti alla guerra in Libia e non hanno sostanzialmente ostacolato gli ultimi provvedimenti del governo tedesco contro le rinnovabili e a favore di industrie energivore.
Hanno posizioni molto vicine a quelle del M5S sull’ecologia, l’ambiente e i diritti umani. Riguardo alla possibilità che il M5S entrasse a far parte del gruppo, alcuni loro esponenti si sono espressi in maniera non omogenea e spesso contraddittoria (alcuni hanno ribadito un “no” categorico al M5S, salvo poi essere smentiti da altri che hanno palesato un’apertura al MoVimento). Al momento comunque “rispediscono al mittente” ogni invito di incontro da parte del M5S.
4) GRUPPO CON L’EFD (o ELD, Europa della Liberta e della Democrazia), insieme all’UKIP di Nigel Farage
Questo sarebbe infine il caso di una “alleanza” tecnica (qualcosa di decisamente diverso da un’alleanza “all’italiana”, nell’eccezione negativa del termine, con le implicazioni di avere le mani legate e di dover scendere a compromessi) con il partito anglosassone UKIP (Nigel Farage) ed altri, basandosi su 4-5 punti condivisi, come lo stop all’austerità (introdotta in Italia dall’inviato Monti), la rimodulazione del Trattato di Maastricht, la riforma dell’Unione Europea per renderla realmente democratica e dunque vicina ai cittadini, lo stop alle missioni di guerra della NATO, ed una sostanziale flessibilità sul resto, attraverso la totale libertà di voto disgiunto sui punti non condivisi. Potremmo votare contro le proposte del programma UKIP con cui non ci riconosciamo come movimento (politiche energetiche, Eurobond, liberismo economico) e contemporaneamente potremmo votare a favore di idee di altri gruppi con cui siamo d’accordo (Verdi, Tsipras o altri).
Nell’EFD (ELD) potremmo fare in taluni casi da ago della bilancia, se si verificassero contrasti tra i finti antagonisti PPE e S&D (popolari e socialisti), contrastando lo strapotere tedesco, attraverso un asse Italia-Gran Bretagna, lottando per abbattere lo strapotere dei burocrati e delle lobbies che hanno affossato l’Unione Europea. Nigel Farage ha già rifiutato qualunque ipotesi di accordo con Marine Le Pen e messo alla porta la Lega che faceva parte del gruppo ELD (o EFD). Questa è l’unica proposta concreta e dettagliata che il M5S ha ricevuto fino ad ora ed è forse l’unica che ci permetterebbe di lavorare con concretezza ed efficacia sui punti principali del nostro programma.
Nel frattempo altri partiti hanno chiesto formalmente un incontro, tra questi AfD ‘Alternativa per la Germania’, che Grillo dovrebbe incontrare la prossima settimana. AfD è un partito tedesco euroscettico fondato nel 2013 da Bernd Lucke, economista e professore di macroeconomia all’Università di Amburgo, che ha appena conquistato 7 eurodeputati, con il 7% dei voti. Il partito, fondato con lo scopo di raccogliere il crescente sentimento antieuropeista tra l’elettorato tedesco, propone l’indizione di referendum popolari per approvare il trasferimento di sovranità dagli stati membri all’UE, l’uscita dall’Euro della Germania e la possibilità di creare unioni monetarie alternative e parallele.
Ricordo che la decisione del gruppo al quale aderire, come l’ipotesi di andare nei non iscritti, verrà messa a votazione sul portale nazionale del M5S e ratificata dagli iscritti al portale.
Matteo Della Negra un cittadino attivo tra tanti in MoVimento 5 Stelle Grosseto

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Se EFD è ciò che ci può far riuscire al meglio nei nostri intenti, EFD sia, stando attenti e vigili che non ci sia nessuna deriva fascista o reazionaria e facendo chiarezza con Ukip che questa è realmente un alleanza tecnica fin dal principio. Daltronde bisogna sporcarsi le mani, ma senza perdere i valori di democrazia, uguaglianza, onestà e giustizia.
Bene che Ukip dichiari apertamente la contrarietà agl interventi militari NATO. Aspettiamo comunque anche l’ioncontro con AFD… GRAZIE