QUANDO SI ESALTA IL CONSUMO DI TERRITORIO

Generalmente, finora, la gran parte dei nostri amministratori locali si accontentava di apparire e comparire.
Ultimamente no, non basta più, ce n’è qualcuno che vuole far credere di essere un genio, un caposcuola, addirittura.
E’ il caso dell’assessore Borghi che, con la compiacenza di una stampa compiacente, è riuscito in tale impresa. Lo si è appreso, recentemente, da “Tirreno”, che ne ha esaltato la capacità d’iniziativa e d’innovazione per il rimpinguamento del Bilancio comunale per mezzo dell’edilizia (leggi urbanistica).
Pensate grossetani, mentre importanti sindaci italiani hanno vinto le ultime elezioni inserendo nel programma il concetto forte di: “no al nuovo consumo di territorio”, il nostro assessore si fa vanto di avere incrementato le entrate comunali con i proventi derivanti dalla valorizzazione di terreni agricoli rendendoli edificabili.
Ed eccoci al punto, alla dimostrazione provata di quanto asserivamo in relazione al Regolamento Urbanistico: l’edilizia, e quindi l’urbanistica, non come servizio per ciò che serve ma come strumento “al servizio” di chi vuole fare per sé.
Il fatto che da ciò scaturiscano entrate per il comune è secondario ed assolutamente deleterio in quanto determina od entrate “una tantum”, o che, comunque, anche se durature, vanno a detrimento del territorio alimentando la sciagurata spirale più costruzioni più soldi nelle casse del comune.
Il bello, anzi il brutto, è che non si tratta nemmeno di una novità, cosa che si vuol far credere, infatti è qualche decennio che i bilanci comunali sono “drogati” dalla spirale di interessi privati-urbanistica-onericoncessori-ici.
E bravo assessore e bravo il “Tirreno”.
Ci toccherebbe inventare un altro neologismo, dopo le bonifazzate ecco le borgate!
Ma forse è meglio di no, il vocabolo si presta ad equivoci: qualcuno potrebbe pensare che si possa trattare di altri meravigliosi nuovi insediamenti per rimpinguare il bilancio comunale.

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